Perché Vaffaday
Uno stato di insofferenza generale ha generato la protesta di cui si è fatto portavoce Beppe Grillo. Una protesta che non è solo di una parte politica perché il disagio che la popolazione italiana vive è di tutti. Una protesta che si manifesta in modo provocatoriamente eclatante, con toni che a tanti possono sembrare eccessivi. Ma forse, di eccessivo, in questi anni c’è stato il disinteresse di una classe politica che ha pensato molto a sé stessa e poco, o nulla agli altri. L’ esplosione della protesta, il successo del libro “La Casta” di Rizzo e Stella non sono il risultato di un processo che non ha una sua base, ma di uno stato di accumulo di tensione e di disamore per quella che una volta era il nobile mestiere della poliitica. Oggi il termine è stato svuotato dal suo significato etimologico e sta a significare “mestiere”, “intrallazzo”, con una classe dirigente che non lavora per chi la elegge ma per sé stessa, per autoconservarsi. Solo comprendendo che così non si va avanti è possibile riscrivere belle pagine sulla società civile italiana. Altrimenti è normale che la gente possa esprimersi, anziché con un voto, con un sonoro “vaffa…”. Da parte nostra mettiamo a disposizione questa “agorà” mediale dove, con toni pacati e mai sopra le righe, troveranno ospitalità gradita quanti hanno idee e proposte da sottoporre a quei politici che vorranno, con uno scatto di orgoglio, riscattare questo infame periodo. –> Registrati





