Proporzionale, ho voglia di te
16 11 2007Confesso: sono stato tra coloro che hanno votato per il maggioriotario per avere un bipartitismo perfetto. Stanco di vedere cadere governi su governi, alcuni che duravano lo spazio di un mattino, ho pensato, come tanti, la stragrande maggioranza degli Italiani, che l’unica soluzione fosse quella della riforma della legge elettorale andando verso il sistema maggioritario, abolendo il proporzionale che dalla nascita della Repubblica veniva utilizzato nel Paese. Ma si sa, il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. E in Italia di “coperchiai” ce ne sono a bizzeffe. Così, abolito il proporzionale che vedeva in lista una decina di partiti, pensando che con il maggioritario si potesse averne molti di meno visto che si andava verso due, tre, schieramenti, abbiamo assistito alla proliferazione selvaggia di partiti e movimenti politici, roba da invocare anche per loro il controllo delle nascite. Tentare di quantificare quante sono oggi le formazioni politiche è impresa da Titani. Non appena finisci la conta ne è spuntato un altro, nato per accontentare questo o quell’altro esponente che non condivide le scelte della maggioranza. E non è finita lì. A questo punto non mi resta che chiedere scusa ed auspicare che si torni indietro, a partiti che abbiano una loro “dignità” ideologica, dove una classe politica che abbia il senso dello Stato e dell’Etica discuta nel proprio seno quello che occorre fare e, magari dopo essersi “scannata” dentro, si vada fuori con una posizione univoca, frutto di una discussione democratica. Certo, il rischio è che si assista ancora una volta alla nascita di altri “cespugli”, ma in questo caso basta un ottimo anticrittogamico ( uno sbarramento elettorale, non aldisotto del 4/5 per cento) per risolvere il problema. Magari aggiungendo una ulteriore penalizzazione: i partiti che non raggiungono la soglia minima non solo non ottengono rappresentanti negli organi elettivi, ma vedono cancellati del tutto i loro voti che non confluiscono nello schieramento a cui avevano aderito. Insomma, una semplificazione a tutti gli effetti che darebbe maggiore forza ai partiti più grossi, consentendo una maggiore governabilità e costringerebbe i più piccoli ad alleanze necessarie per raggiungere il quorum e non disperdere i voti. Ipotesi drastica? Forse sì, ma la situazione poilitico-economica italiana attuale impone delle scelte che siano anche dolorose. Certo, mi rendo conto che è difficile fare passare una riforma ben più blanda per i ricatti che i partiti maggiori dei due schieramenti subiscono da parte dei loro alleati “minori”, ma se non si riesce a trovare una via d’uscita allora ad implodere non sarà questo o quello schieramento, ma la Nazione.





