Alcuni spunti di riflessione

19 11 2007

Politica

  • Centro sinistra: alla ricerca di visibilità, caos totale
  • Centro destra. Uniti a parole, ma l’Udc, An e la Lega prendono le distanze da Berlusconi

Leggi:

  • cancellare quelle precedenti. Va bene in alcuni casi (vedi scuola con abolizione dei debiti e la reintroduzione degli esami a settembre), ma non in altri.

Accuse:

  • Centro destra: il Governo Prodi ha troppi consulenti
  • Centri sinistra:il Governo Berlusconi aveva presentato un disegno di legge per assumere i propri a fine legislatura.
  • Nord: La Lega si nutre della paura, legittima, della gente e del salasso fiscale. La sinistra punta sugli aspetti ideologici.
  • Sud : Il centro destra con il sistema clientelare ha costruito le sue fortune in una terra che ha fame (in senso letterale).
  • Bologna, Comune : Sinistra esce dalla maggioranza e abbandona Cofferati, per anni segretario Cgil
  • Palermo, Regione : Centro destra , maggioranza bulgara, non riesce a trovare il numero legale per una sessione di assemblea regionale. Leggi da varare quelle sullo scioglimento degli enti inutili:e questa Regione ?
  • Antipolitica: invece di valutare il fenomeno nella sua portata reale, da destra e da sinistra si fanno spallucce e si parla di populismo. Ma a nessuno viene in mente che la gente non ce la fa più a vivere, che chi sta sotto la soglia della povertà è in numero sempre maggiore?
  • Partito Democratico : un partito reale o un fenomeno mediatico? Lo vedremo nei prossimi giorni. L’esperienza, dentro un sindacato di sinistra, mi dice che il rischio concreto sia quello della assegnazione delle poltrone e, se non bastano, di strapuntini.
  • Partito del Popolo delle Libertà (ex FI) : un partito reale o mediatico? Anche questo lo vedremo nei prossimi giorni. Quello che vediamo in Forza Italia è un partito Spa dove, a livello nazionale, regionale e locale, ci sono i detentori di pacchetti di maggioranza e tutti proni a seguirne le indicazioni. Laddove nasce una figura forte alternativa al padrone delle tessere, Fi si spacca in due, con una nuova Spa autonoma e spesso in contrasto con le decisioni prese precedentemente (a dimostrazione di una mancanza di democrazia, che vive di confronto, e non di netta contrapposizione, tra maggioranza ed opposizione).
  • Prima e seconda Repubblica.
    Ladri e uomini di potere. Questo il quadro che alcuni partiti e mass media hanno dato dei vecchi uomini politici. Il più ladro di tutti Craxi. Chi ha dimenticato il tintinnio delle manette e la forca esposta in Parlamento? Ebbene, ora, a sinistra e a destra, si cerca di ricucire. E così, in clima bipartisan, si spartiscono gli eredi di Craxi, Bobo sottosegretario agli Esteri del Governo Prodi assieme agli eredi del Pci che ha dato una spallata consistente al Psi, Stefania nella Cdl accanto agli stessi leghisti del cappio. Quello che a sinistra e a destra era il simbolo del potere, con implicazioni anche mafiose, Andreotti, dipinto come un Belzebù, ora viene blandito dalla sinistra perché ha bisogno del suo voto al Senato, mentre la destra addirittura lo aveva candidato alla presidenza di Palazzo Madama.

Una sola domanda con una risposta secca: “ma il nostro Paese è amministrato da persone serie e coerenti”? Quale è realmente l’ antipolitica ?

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Proporzionale, ho voglia di te

16 11 2007

Confesso: sono stato tra coloro che hanno votato per il maggioriotario per avere un bipartitismo perfetto. Stanco di vedere cadere governi su governi, alcuni che duravano lo spazio di un mattino, ho pensato, come tanti, la stragrande maggioranza degli Italiani, che l’unica soluzione fosse quella della riforma della legge elettorale andando verso il sistema maggioritario, abolendo il proporzionale che dalla nascita della Repubblica veniva utilizzato nel Paese. Ma si sa, il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. E in Italia di “coperchiai” ce ne sono a bizzeffe. Così, abolito il proporzionale che vedeva in lista una decina di partiti, pensando che con il maggioritario si potesse averne molti di meno visto che si andava verso due, tre, schieramenti, abbiamo assistito alla proliferazione selvaggia di partiti e movimenti politici, roba da invocare anche per loro il controllo delle nascite. Tentare di quantificare quante sono oggi le formazioni politiche è impresa da Titani. Non appena finisci la conta ne è spuntato un altro, nato per accontentare questo o quell’altro esponente che non condivide le scelte della maggioranza. E non è finita lì. A questo punto non mi resta che chiedere scusa ed auspicare che si torni indietro, a partiti che abbiano una loro “dignità” ideologica, dove una classe politica che abbia il senso dello Stato e dell’Etica discuta nel proprio seno quello che occorre fare e, magari dopo essersi “scannata” dentro, si vada fuori con una posizione univoca, frutto di una discussione democratica. Certo, il rischio è che si assista ancora una volta alla nascita di altri “cespugli”, ma in questo caso basta un ottimo anticrittogamico ( uno sbarramento elettorale, non aldisotto del 4/5 per cento) per risolvere il problema. Magari aggiungendo una ulteriore penalizzazione: i partiti che non raggiungono la soglia minima non solo non ottengono rappresentanti negli organi elettivi, ma vedono cancellati del tutto i loro voti che non confluiscono nello schieramento a cui avevano aderito. Insomma, una semplificazione a tutti gli effetti che darebbe maggiore forza ai partiti più grossi, consentendo una maggiore governabilità e costringerebbe i più piccoli ad alleanze necessarie per raggiungere il quorum e non disperdere i voti. Ipotesi drastica? Forse sì, ma la situazione poilitico-economica italiana attuale impone delle scelte che siano anche dolorose. Certo, mi rendo conto che è difficile fare passare una riforma ben più blanda per i ricatti che i partiti maggiori dei due schieramenti subiscono da parte dei loro alleati “minori”, ma se non si riesce a trovare una via d’uscita allora ad implodere non sarà questo o quello schieramento, ma la Nazione.



Pazienza senza limiti?

16 11 2007

L’approvazione della legge finanziaria da parte del Senato è stata salutata,come prevedibile dalla soddisfazione della maggioranza che ha avuto, per bocca del primo ministro Prodi, parole di critica nei confronti del leader dell’opposizione che aveva parlato di crisi di governo. E’ chiaro che in democrazia contano i numeri (ed in tale ottica da tempo si vociferava l’ipotesi di una “campagna acquisti” da effettuare nel versante opposto), gli stessi numeri che, in caso di bocciatura della legge finanziaria, avrebbero portato la attuale opposizione a chiedere, legittimamente, che il governo si dimettesse. Ma, venuti meno questi presupposti, ora occorre fare i conti con la nuova realtà. Abbiamo , da una parte, una maggioranza che, numericamente, tale è e tale resta, ma che politicamente presenta le novità di un cambio di rotta avanzato da Lamberto Dini e Willer Bordon. Due spine nel fianco del leader Prodi, che certamente porterà nei giorni prossimi a riaccendere discussioni sul futuro del Governo. Ma dall’altra parte non è che Berlusconi stia messo meglio. Se, infatti, da tempo l’Udc si era “smarcata” , la sortita di Fini che sul Corriere della Sera (anatema, giornale che Berlusconi ha duramente attaccato, covo di comunisti) per la prima volta, anche con le parole, (con l’espressione lo fece in occasione della caduta di stile dell’Uomo di Arcore al parlamento europeo quando diede del kapò ad un esponente della socialdemocrazia tedesca) prende le distanze dal Cavaliere, potrebbe essere un primo passo per avviare, finalmente, un dialogo tra le parti , dialogo di cui la popolazione avverte una profonda necessità.

Aldifuori dei cittadini “schierati” , il resto sono stanchi di assistere quotidianamente alle ripicche tra due persone che, per età, dovrebbero dare esempi di saggezza e di serenità e che invece, quasi come i bambini di una volta che si rinfacciavano colpe (spesso presunte) invocavano il soccorso di questo o di quell’altro dei parenti, magari un graduato , simbolo di potere.
In un’assurda lotta mediatica , infatti, da anni si assiste a questo scontro che pone al centro dell’”Universo Italia” il professore di Bologna e l’Uomo della Provvidenza di Arcore, il tutto mentre l’Italia affonda, non cresce economicamente, la gente è sempre più povera e si fatica fortemente per arrivare non più alla ultima settimana, ma addirittura a metà mese. Un uomo di Stato, che tale si ritenga, dovrebbe comprendere che non è attaccando l’avversario che si risolvono i problemi della popolazione, ma che occorre anche operare (e, perché no, collaborare) se le esigenze della gente lo richiedono.
I distinguo del duo Dini-Bordon da un lato e dell’Udc dall’altro, le avances di una intesa per il varo di una nuova legge elettorale proposte da Veltroni (e recepite da Fini e in parte anche dalla Lega), ci dicono che proprio i Due antagonisti sono in questo momento spiazzati e messi in un angolo.
C’è, (o almeno pare di capire così) nel centro sinistra come nel centro destra, la consapevolezza che così non si può andare avanti e che chiunque si troverà a governare dopo le prossime consultazioni elettorali (che siano nell’immediato o alla scadenza naturale della legislatura) troverà solo un cumulo di macerie, frutto di una proterva contrapposizione. Da qui , la necessità e l’urgenza di trovare una soluzione che, comunque, passa attraverso il collocamento a riposo dei Due antagonisti di questo scorcio di Seconda Repubblica, il duo Prodi-Berlusconi che sono stati capaci , con la loro caparbia testardaggine , di annullare quanto di buono (e ce n’è stato nell’un caso e nell’altro), hanno saputo fare con i loro Governi, lasciando dietro di loro un’immagine di desolante litigiosità.

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